©Violetta Canitano

MILLE VITE

“Ho una malattia ereditaria, ho fatto di questa malattia la mia forza” M.

 

 Marsha riceve questa forza dagli altri, mentre combatte ogni giorno la sua personale battaglia contro la talassemia, un particolare tipo di anemia che la obbliga a continue trasfusioni. Marsha ha 40 anni e finora ha ricevuto mille sacche di sangue: la vita di mille persone scorre nella sua.

Marsha è una donna italo americana, di origini calabresi. È una persona dinamica,  vitale, solare e quasi ogni sera corre a teatro a esibirsi come attrice comica, ha fondato il “Rome comedy Club” il primo cabaret in lingua inglese a Roma. Marsha “muove le montagne” con la sua simpatia accattivante e un’ironia sempre pungente, pronunciata col suo curioso accento. Ogni quindici giorni nella vita di Marsha una telefonata arriva puntuale, un codice, poche parole…poi la mattinata di controlli tra i corridoi dell’ospedale e quelle facce che ormai riconosce da tempo . C’è la trasfusione oggi.

La Talassemia è la malattia ereditaria, causata dalla mutazione di un gene, più diffusa la mondo,  localizzata nel bacino del mediterraneo e nel sud est asiatico, non permette ai globuli rossi di riprodursi e colpisce il circa il 10% della popolazione mondiale. Una patologia che Marsha ha nascosto al mondo per quasi quarant’ anni, da quando i medici le dissero che non avrebbe superato i diciotto anni,  da quando cominciò a sentirsi diversa, o forse da quando cominciarono a farla sentire diversa gli altri. Vivere un ‘adolescenza complicata in Ohio, tra mille cure sperimentali e poi decidere di tornare nel mediterraneo per curarsi, per una nuova vita, lontano da casa. Dipendere dalla terapia e scontrarsi  spesso con la mancanza di sangue in Italia. Preoccuparsi perché il sangue è un fluido che ad oggi  non si può creare artificialmente, si può solo donare. Capire che condividere, chiedere, è la strada da perseguire per sopravvivere.

Nel 2014 Marsha sente il bisogno di raccontare la sua storia personale, le sue ansie, i momenti tragicomici che l’hanno accompagnata finora, lo fa nel modo che conosce meglio: attraverso uno spettacolo, diventando testimonial di se stessa. DM55 diventa un “One woman show”, ancora un appuntamento per salire su un palco, ma stavolta per un’occasione diversa,  desiderata per liberarsi di un fardello, per sensibilizzare le persone sulla donazione del sangue. Per parlare a tutti della sua vita .

Marsha non sarebbe Marsha senza la sua malattia, la sua inseparabile “compagna di vita” che l’ha resa unica, combattiva, che le fa guardare la vita come un dono speciale. Il pubblico che la applaude a teatro, come quello che le dona il sangue è la sua forza. Quando fa la trasfusione,  immagina di essere tutte quelle persone che gliel’hanno donato,  vive per un attimo dentro di sè la loro vita.

Per raccontare Marsha ho deciso di vivere con lei i suoi  incontri,  le trasfusioni, le terapie, gli spettacoli, la sua energia, la sua quotidianità, i suoi amici, il suo relax.

Raccontarla perché questa è una storia di malattia, di forza e di resilienza.

 

 

THOUSAND LIVES

“I have a hereditary disease, I made ​​this disease my strength” M.

 

 

Marsha receives this strength from the others, as she fights every day her personal battle against thalassemia mayor, a type of anemia that requires a continuous transfusions. Marsha is 40 years old and until now she has received a thousand blood bags: the life of a thousand people is flowing in her.

Marsha is an Italian-American woman, a native of Calabria. She is dynamic, pride, vital, cheerful and almost every night runs to the theater to perform as a comedienne, she has founded “The Rome Comedy Club” the first English cabaret in Rome. Marsha "moves mountains" with her catchy and sympathy always biting irony, uttered with her curious accent. Every fifteen days in her life, a phone call arrives on time, a code, few words ... then the morning of controls in the hospital corridors. Today is transfusion day.

Thalassemia major: an hereditary disease caused by a gene mutation, the more widespread disease the world, located in the Mediterranean basin and in Southeast Asia , does’nt allow red blood cells to reproduce and affects about 10% of the world population.

A pathology Marsha has hidden from the world for nearly forty years, since doctors told her that would not exceed the age of eighteen, when she began to feel different, or perhaps when they began to make her feel different to others. Living a complicated adolescence in Ohio, among countless experimental treatments and then decide to go for treatment in the Mediterranean, for a new life, away from home. Depend on the therapy and often clash with the blood lack in Italy. Worry because blood is a fluid which now can’t be artificially created, it can only be donate. Understand that share, ask, it‘s the way to pursue in order to survive.

In 2014 Marsha feels the need to tell her personal story, her anxieties, the tragicomic moments that have accompanied so far, she does in the way she knows best: through a show becoming testimonial of herself. DM55 become a "one woman show", even an appointment  to go on the stage, but this time for a different occasion, she wants to get rid of a burden, to educate people about blood donation. To talk to all about her life.

Marsha wouldn’t be Marsha without her illness, her inseparable "life partner" that made her unique, combative, which makes her look at life as a special gift. The audience applauds her at the theater, such as the one who gives her blood is her strength. When she does the transfusion,  she imagines that you are all those people who donated her.

To tell Marsha I decided to live with her meetings, transfusions, therapies, shows, her everyday life, her energy, her friends, her relaxation.

Tell it because this is a story of illness, strength and resilience.